S&P's: "C'è il rischio ragionevole di un nuovo declassamento entro l'anno"
Mr. rating declassa l'Italia. I suoi giudizi sono attendibili?
Nella mattina americana, la notte in Italia, l'agenzia internazionale di rating Standard & Poor's ha annunciato a sorpresa la decisione di tagliare di un gradino il voto sul debito pubblico italiano. Il rating rappresenta la capacità di ripagare il debito pubblico da parte di un paese. Leggi Moody’s ha perso la tripla A - Leggi Ora anche il Corriere sferza gli industriali e la loro “patrimoniale” Leggi I tentennamenti greci affondano le Borse. Merkel drammatizza, e Atene sogna di “punire” Berlino
19 AGO 20

Nella mattina americana, la notte in Italia, l'agenzia internazionale di rating Standard & Poor's ha annunciato, a sorpresa, la decisione di tagliare di un gradino il voto sul debito pubblico italiano. Il rating rappresenta la capacità di ripagare il debito pubblico da parte di un paese.
Secondo l'agenzia di rating la crescita economica italiana è sempre più debole e l'incertezza politica ostacola la ripresa e rende molto difficile raggiungere gli obiettivi fissati nel programma di austerity. In particolare, il rating di lungo termine viene abbassato da A+ ad A con outlook negativo. Ma secondo l'analista di Standard & Poor's, Mertiz Kraemer, l'Italia corre un "rischio ragionevole" di un nuovo taglio del rating nei prossimi 12-18 mesi se non tornerà a crescere su ritmi più sostenuti.
La possibile revisione era stata annunciata a maggio per la bassa crescita e lo stallo politico. Il Foglio, già allora, si era posto dei dubbi sull'attendibilità delle agenzie di rating. A novembre 2010, infatti, la medesima agenzia aveva confermato l’outlook italiano stabile: che cosa è cambiato nei mesi durante i quali l’esecutivo ha superato vari voti parlamentari? [Leggi Giudizi fallibili]
Superata la recessione nel 2010, è indubbio un ritardo nella ripresa. Ma l'Italia se la sta cavando meglio di altri paesi europei. Il catastrofismo, nel maggio scorso, era stato smentito anche dal rapporto annuale Istat, non convincendo del tutto l'agenzia S&P's.
Nella nota diffusa nella notte italiana a New York, si legge: "A nostro parere una crescita economica più debole probabilmente limiterà l'efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia". La scorsa settimana l'Italia attendeva il declassamento di Moody's, che poi aveva rimandato la decisione.
Berlusconi ha definito le valutazioni dell'agenzia di rating americana "viziate da considerazioni politiche, più che dalla realtà dei fatti". "Il governo ha sempre ottenuto la fiducia del Parlamento dimostrando così la solidità della propria maggioranza – si legge in una nota di Palazzo Chigi diffusa in prima mattinata – le valutazioni di Standard and Poor's sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche. L'Italia – prosegue la nota – ha varato interventi che puntano al pareggio di bilancio nel 2013 e sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve medio periodo".
Per Emma Marcegaglia, "l'Italia è un paese serio e siamo stufi di essere lo zimbello internazionale". A un convegno a Bologna il presidente di Confindustria è tornata a chiedere al governo riforme "serie e impopolari" nell'immediato, "oppure questo governo deve andare a casa: non ho paura di dirlo, è evidente che è così".